News 2008-2009

Dicembre 2008 - Il pozzo della Casc. Venina
Durante i lavori di livellamento dei campi della Cascina Venina è apparso, appena sotto il coltivo, un ammasso di grosso cocciame di cotto. Il Direttore (O. Moro) si è attivato per un lavoro di pulizia del sito ed ha proposto l’intervento ai volontari del Gruppo Aquaria. I primi indizi lascivano supporre la presenza di una tomba ma, dai primi assaggi quali embrici e coppi, si è optato per il crollo di una piccola abitazione. Si è individuato un pozzo con diametro di circa un metro e mezzo, profondo circa 70 centimetri. Nella zona erano già stati trovati altri reperti nel 1994 quando la Soprintendenza aveva fatto un apposito scavo che non aveva dato grandi risultati.

2008 - L'INSEDIAMENTO DELLA VENINA
Le scoperte della Venina sono davvero interessanti: è venuto alla luce un importante insediamento del periodo celtico-romano.
Per quanto riguarda il primo pozzo, poiché con il livellamento del campo sarebbe andato distrutto, la Soprintendenza ha autorizzato il recupero della struttura. Il ritrovamento più interessante è stato quello della necropoli. In trent’anni di presenza del Gruppo Archeologico, è la prima volta che abbiamo scoperto una necropoli, prontamente segnalata alla Soprintendenza. Dopo la ricognizione e la documentazione la necropoli è andata completamente distrutta dalle opere di livellamento del campo. La presenza dei volontari del Gruppo Aquaria è stata essenziale. Abbiamo assistito alla individuazione delle singole tombe ed al recupero del corredo. La necropoli era formata da sette tombe ad incinerazione: cinque erano tombe a cassetta che avevano ancora quasi intatto il fondo mentre la parte superiore era stata negli anni divelta quasi completamente dai lavori di aratura del campo.
Una tomba non aveva i contorni di cotto nei quali deporre le ceneri del defunto, ma consisteva in un sottofondo formato da piccoli ciottoli tenuti insieme da un impasto di calcificazione, sul quale probabilmente era stato deposto, su una catasta di legna, il corpo del defunto poi incenerito con un grande fuoco. Questa tomba è stata chiamata “La Tomba del Guerriero” considerando il tipo e la ricchezza del corredo in essa rinvenuto. Il corredo, in parte sparso vicino alla sepoltura, era formato da un coltello o pugnale, da una lunga collana formata da grossi anelli di vetro di diverse dimensioni, da un tondo di metallo a forma di cono con un grosso foro centrale, da una bellissima armilla di vetro verdognolo, con la superficie dell’anello larga oltre tre centimetri con cinque balze degradanti, da una simpatica composizione formata da una ciotola in cotto di circa quindici centimetri di diametro con attorno a corona quattro ciotoline più piccole. Il corredo era completato da un altro pugnale-coltello adagiato su una tavoletta di roccia. 

2008-09 - MURAVERDE - GRANDOFFIE
Nel lontano 1892, presso la Cascina Muraverde, era stato rinvenuto un ripostiglio di pani di stagno e rame e numerosi oggetti di bronzo (punte di lancia, accette, zappe, ecc. - parte del materiale è esposto presso il Museo Archeologico di Milano). Il ripostiglio venne denominato delle Grandoffie, una cascina delle vicinanze. La località era quindi segnalata come sito di interesse archeologico.

Il lavoro di livellamento campi svolto nel 2008  metteva in luce la presenza di gran quantità di cocciame antico rendendo sempre più evidente l’importanza archeologica del sito. Venne perciò immediatamente avvertita la Soprintendenza Archeologica di Milano che chiese di sospendere le scavo per una visita di controllo. L’ispezione accertò che tutta l’area presentava segni evidenti di un antico insediamento. Una particolare caratteristica accomuna i ritrovamenti di Muraverde con quelli della Venina di Isengo: le numerose strisce quasi rettilinee composte da grossi ciottoli misti a frammenti di cocci di terracotta.Lo spessore delle strisce di acciottolato è stato ricercato solo in un caso: oltre 50 centimetri. Oltre ai numerosi frammenti di terracotta sono venuti alla luce anche reperti in metallo che potrebbero essere piccoli attrezzi da lavoro. Al margine Nord dello scavo sono stati individuati due piccoli vani a forma quasi quadrata con lati di circa due metri: la pavimentazione interna dei vani è formata da terra battuta e le fondazioni perimetrali sono costituite da frammenti di terracotta.